Mal di schiena cronico o Spondilite Anchilosante

Ancona, 10 Ottobre 2020/Catania, 26 Settembre 2020/Campobasso, 3 Ottobre 2020/Molfetta, 26 Settembre 2020/Brescia, 24 Settembre 2020/Francavilla al Mare, data da definire/Genova, 14 Novembre 2020/Grosseto, 23 Settembre 2020/Modena, 15 Settembre 2020/Milano, 8 Ottobre 2020/Napoli, 26 Settembre 2020/Oristano, 26 Settembre 2020/Palermo, data da definire/Pavia, 26 Settembre 2020/Potenza, 3 Ottobre 2020/Reggio Calabria, data da definire/Roma, 3 Ottobre 2020/Terni, 19 Settembre 2020/Torino, data da definire/Verona, 12 Settembre 2020/

I corsi periferici previsti tra Settembre e Novembre sono stati annullati a causa dell’emergenza COVID-19. Verranno proposti dei corsi Webinar (10 entro il 2020 e altrettanti nel 2021) sulla stessa tematica, le cui date e informazioni per le iscrizioni verranno pubblicate su questo sito entro la fine del mese di Agosto.

Razionale:

Le spondiloartriti (SpA) o spondilo-entesoartriti sieronegative rappresentano un gruppo di malattie infiammatorie articolari che hanno in comune molteplici aspetti epidemiologici, patogenetici, clinici e radiologici. Il termine spondilo-entesoartrite rimarca i tre aspetti principali che caratterizzano queste affezioni, quali l’interessamento del rachide, delle entesi e delle articolazioni periferiche.

In questo gruppo sono classificate le seguenti patologie:

  • Spondilite Anchilosante (SA) primitiva
  • Artrite Psoriasica (AP) 
  • Artrite Reattiva (ARe) 
  • SpA associate a malattie infiammatorie intestinali o Artriti Enteropatiche (AE) 
  • SpA indifferenziate

La prevalenza della spondilite anchilosante (SA) varia dallo 0,1 allo 0,5 %, con un valore per l’Italia dello 0,05%. Colpisce in genere soggetti in età giovanile (15-35 anni) con prevalenza, almeno nella forma più classica, dei maschi rispetto alle femmine (3:1). Il 4% dei casi esordisce prima dei 15 anni, il 90% dei casi tra i 15-40 anni e il restante 6% dopo i 40 anni. È dieci volte più frequente in parenti di primo grado di pazienti con la SA, rispetto alla popolazione generale e la positività dell’antigene HLA-B27 aumenta notevolmente la predisposizione.

Nella donna troviamo una progressione del danno del rachide più lento, ma una sintomatologia dolorosa più importante. Questa lenta progressione permette una parziale riduzione della disabilità nella donna. Tuttavia, a seconda dell’individuo affetto da SA, troviamo delle differenze: nella donna si verifica un coinvolgimento minore del rachide, con la maggior presenza di sintomi periferici che coinvolgono le articolazioni sacroiliache, le ginocchia, i polsi e le caviglie, mentre nell’uomo abbiamo un coinvolgimento maggiore del rachide con aggiunta di manifestazioni periferiche. Non pochi sono i casi di SA che all’origine presentano un quadro sfumato di lombalgia e/o lombosciatalgia tale da essere confuso con forme di protrusione e/o ernia discale e tanto da indurre a trattare i pazienti, in alcuni casi, addirittura chirurgicamente o alternativamente, con terapie manipolative e tecniche posturali. Queste ultime, concettualmente corrette nella gestione della malattia, ma fuorvianti ai fini diagnostici, possono determinare latenze temporali che giungono fino agli undici anni per il riconoscimento della malattia e quindi favorire l’insorgenza di un danno anatomico irreversibile (l’anchilosi).

La difficoltà di diagnosi del quadro iniziale e la bassa prevalenza della patologia possono essere ragione del ritardo diagnostico evidenziato in letteratura e che in Europa si aggira sugli 8 – 11 anni.

È evidente, pertanto, che la collaborazione tra il Medico di Medicina Generale e lo Specialista Reumatologo è di fondamentale importanza ai fini di una corretta e tempestiva diagnosi e trattamento.

Compito del MMG è quindi di imparare a riconoscere quei quadri di lombalgia infiammatoria che presentano caratteristiche cliniche e sintomatologiche, diverse dai quadri classici di lombalgia non specifica con componenti meccaniche strutturali, suggestive di SpA. In accordo con il reumatologo richiedere gli accertamenti di base necessari a confermarne il sospetto. Particolare attenzione andrà posta poi al trattamento farmacologico basato sulla corretta interazione tra terapie antinfiammatorie e antidolorifiche. Grande importanza nella terapia della SA è data dalla somministrazione dei farmaci biologici, che possono essere prescritti solo dallo Specialista Reumatologo. Compito del MMG è quello di conoscere, trattare e comunicare allo specialista gli eventuali effetti collaterali e le possibili infezioni intercorrenti derivanti da tale terapia.

Date del Corso:

Ancona, 10 Ottobre 2020

Brescia, 24 Settembre 2020

Campobasso, 3 Ottobre 2020

Catania, 26 Settembre 2020

Francavilla al Mare, in definizione

Genova, 14 Novembre 2020

Grosseto, 23 Settembre 2020

Milano, 8 Ottobre 2020

Modena, 15 Settembre 2020

Molfetta, 26 Settembre 2020

Napoli, 26 Settembre 2020

Oristano, 26 Settembre 2020

Palermo, in definizione

Pavia, 26 Settembre 2020

Potenza, 3 Ottobre 2020

Reggio Calabria, in definizione

Roma, 3 Ottobre 2020

Terni, 19 Settembre 2020

Torino, 26 Settembre 2020

Verona, 12 Settembre 2020

I due corsi ECM della Scuola di Alta Formazione SIMG (Area Metabolica) , che erano previsti per il 17-19 settembre e 22-24 ottobre 2020, sono stati annullati a causa dell’emergenza COVID-19. Coloro che avevano fatto richiesta ed avevano avuto la conferma di partecipazione, verranno tempestivamente informati qualora i corsi venissero riprogrammati per l’anno 2021.

Il diabete mellito è una malattia cronico degenerativa complessa, che in mancanza di un adeguato controllo glicemico e dei fattori di rischio cardiovascolari comporta complicanze cardiorenali frequenti e spesso fatali, con un forte impatto clinico, sociale ed economico Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale della patologia a livello globale, e non si vedono segnali di inversione del trend in aumento del numero di casi in particolare in Italia, la prevalenza attuale della malattia è del 6,2% ma tale dato è destinato a crescere sia per l’insorgenza di nuovi casi, sia per l’allungamento della vita media. Ogni MMG (con 1500 assistiti) può avere in carico fino a 140-150 pazienti diabetici di differenti livelli di complessità clinica e di intensità di cure. Per ridurre le conseguenze individuali e sociali della malattia diabetica è quindi necessario incrementare l’efficacia e la sicurezza dei mezzi terapeutici ed adeguare la capacità di risposta del sistema alle mutate condizioni ed esigenze della popolazione. Le potenzialità delle nuove terapie antidiabetiche offrono la possibilità di intervenire a vari livelli, garantendo non solo efficacia di tipo clinico, con il miglioramento del compenso e il raggiungimento di obiettivi metabolici, ma anche un profilo di sicurezza cardiorenale sul paziente mai ottenuto prima. Le nuove terapie hanno infatti come obbiettivo non solo quello di controllare la glicemia ma anche il raggiungimento di importanti risultati sulla prevenzione degli eventi cardiovascolari e renali quali lo scompenso cardiaco (prima causa di ospedalizzazione per i pazienti diabetici) e la malattia renale cronica.
Alla luce di queste considerazioni e dell’accumularsi di dati a supporto dell’efficacia e sicurezza delle molecole di nuova generazione, le linee guida nazionali ed internazionali enfatizzano l’importanza di un loro utilizzo in fase precoce di malattia, con risvolti positivi sull’appropriatezza, l’aderenza terapeutica e il conseguente rischio di complicanze.
D’altra parte il MMG è fortemente coinvolto nella gestione delle persone con DM2 , dalla prevenzione primaria, alla diagnosi secondaria (in pratica totalmente in carico ai Medici di famiglia), fino alla presa in carico dei pazienti durante il follow-up della malattia. Ciò nonostante, i MMG sono poco informati e aggiornati sui farmaci antidiabetici di recente introduzione. Tutti i farmaci innovativi per la terapia del DM2 non sono prescrivibili dal MMG, ma solo previo Piano terapeutico redatto dallo specialista. Anche se la successiva responsabilità prescrittiva e gestionale (efficacia terapeutica, effetti collaterali, controindicazioni, interazioni con altre terapie) restano totalmente in carico al medico di famiglia.

Oggi il MMG ha un ruolo attivo solo sui vecchi trattamenti neutri a livello cardiorenale quali le Sulfaniluree e i DPP4i. Riguardo questi ultimi, è data la possibilità al medico curante di prolungare automaticamente il PT se il paziente al momento della scadenza è in buon compenso metabolico. È necessaria perciò una forte azione di formazione per trovarsi preparati allorquando  i PT  saranno inevitabilmente eliminati e la gestione della terapia del paziente diabetico e della profilassi delle complicanze cardiorenali sarà tra i compiti della medicina generale.

I compiti dei medici con speciale interesse in diabetologia che questo specifico progetto vuole formare sono:

  • Fornire consulenza ai colleghi (tra pari) su specifici problemi clinici di diagnostica differenziale, di valutazione del RCV, ma soprattutto in ambito terapeutico (in particolare sui nuovi antidiabetici attivi a livello cardiorenale)
  • Attuare iniziative di Formazione tra pari sui vari aspetti della gestione del paziente diabetico di tipo 2 in MG
  • Attuare iniziative di audit locale, anche con strumenti informatici dedicati, identificando indicatori e standard e aiutando i colleghi a migliorare le loro performance in ambito diabetologico e del RCV
  • Progettare, Organizzazione e gestire piccole ricerche clinico/epidemiologiche per migliorare le conoscenze e stimolare la curiosità sul tema metabolismo e diabete.
  • Fornire utili consigli ai MMG per una adeguata organizzazione dell’ambulatorio medico al fine di una efficiente gestione dei pazienti diabetici e più in generale della cronicità.

Il corso intende dunque fornire ai MMG discenti tutte le conoscenze e competenze necessarie per assegnare loro il titolo di “Medici SIMG con Speciale interesse in Diabetologia e Metabolismo”. Tali medici saranno il punto di riferimento non solo dei colleghi nel rispettivo ambito territoriale, ma anche della SIMG per tutte le future iniziative culturali/scientifiche e di politica professionale funzionali alla mission e alle strategie politiche societarie.