Diabete mellito tipo 2

Diabete mellito tipo 2: la gestione della terapia orale

Razionale. Il trattamento farmacologico del diabete mellito tipo 2 deve tenere conto degli obiettivi terapeutici individualizzati in base alle caratteristiche cliniche, quali la spettanza di vita, la durata della malattia, la presenza di co-morbilità, la presenza di complicanze cardiovascolari e/o micro angiopatiche e la perdita della percezione di ipoglicemia.
Idealmente, il trattamento farmacologico del diabete tipo 2 dovrebbe avere una prolungata efficacia, un irrilevante effetto sul peso corporeo, un basso impatto sul rischio di ipoglicemie e un favorevole profilo sui fattori di rischio cardiovascolare. Per quanto alcuni farmaci per il diabete mellito tipo 2 non siano in Italia ancora di libera prescrizione da parte del MMG, egli ha un ruolo fondamentale sia nella prescrizione diretta della terapia (soprattutto di prima e seconda linea), sia nella gestione di tutti i farmaci anti-diabetici non solo per la sorveglianza, ma anche per effettuare, prima di consultare eventualmente il diabetologo, adeguate modifiche in base ai risul tati della triade glicemica e/o dell’attività fisica svolta dal paziente. L’ingresso nella terapia del diabete mellito tipo 2 di molte nuove molecole in questi ultimi anni ha reso però più complesso questo compito, rendendo necessarie l’acquisizione da parte dei MMG di nuove conoscenze e competenze.

Diabete mellito tipo 2: la gestione della terapia insulinica

Razionale. Nell’ultimo anno la terapia insulinica si è in un certo senso semplificata grazie all’immissione in commercio degli analoghi dell’insulina rapida e delle insuline basali (a lunga durata d’azione), ma rimane tuttavia ancora poco praticata dai MMG sia per il timore delle ipoglicemie (tuttavia meno frequenti utilizzando le molecole più recenti), sia perché anche le insuline basali sono state per un lungo periodo non prescrivibili direttamente dai MMG e, infine, perché rimane comunque il retaggio di una terapia considerata complessa e di specifica competenza dello specialista diabetologo.
Il diabete mellito tipo 2, tuttavia, evolve naturalmente e inesorabilmente (con tempi variabili) verso un progressivo peggiora mento metabolico, indipendentemente dalla terapia usata, per il progressivo deteriora mento della funzione beta-cellulare con arrivo, prima o poi, alla terapia insulinica per il mantenimento del controllo glicemico.
In un numero di pazienti diabetici tipo 2 che (grazie alle migliorate terapie e a un più attento follow-up, oltre che per il dilagare dell’obesità e della sedentarietà), sta progressivamente aumentando, per cui la percentuale di essi in terapia insulinica è destinata inevitabilmente a crescere.
Per tutti questi motivi è essenziale che anche il MMG acquisisca la capacità di gestire con competenza e appropriatezza la terapia insulinica nel paziente con diabete tipo 2.